EY Rome office

EY Rome office

Architetto
Lombardini22
Posizione
Rome, Metropolitan City of Rome, Italy | View Map
Anno Progetto
2020
Categoria
Uffici
© Cortili Photo

EY Rome office

Theatro come Responsabili del Progetto

SPAZIO ALLA SPERIMENTAZIONE
Un vasto progetto fatto di tecnologia, dinamismo e collaborazione tra servizi, saperi e competenze trasversali

Un alveare di valori e materiali in continua interazione tra loro: con questa metafora DEGW ha guidato il progetto della nuova sede EY di Roma, curandone tutte le fasi di sviluppo in collaborazione con FUD e con TUNED per il progetto del wavespace.

La nuova sede EY di Roma è un progetto davvero innovativo che rafforza la relazione tra DEGW, brand del Gruppo Lombardini22 e società leader nella consulenza strategica sui modi di lavorare e sull’interazione fra spazio fisico e performance aziendale, e EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza, consolidando la collaborazione avviata con il progetto della sede milanese.

DEGW ha seguito tutto il processo di concezione e realizzazione dei nuovi uffici EY, dalla consulenza contrattuale al concept progettuale, dal progetto definitivo alla direzione artistica, dall’interior design alla politica degli arredi, fino alle soluzioni tecnologiche audio-video e ICT.

Il progetto nasce dalla volontà di EY di trasferirsi dalla precedente sede di via Po – dove occupava gli stabili progettati negli anni 1972-1977 dagli architetti Amendola, Bonoldi e De Riso – nell’edificio di via Lombardia 31, all’interno del central business district di Roma, nei pressi di via Veneto, piazza di Spagna e Villa Borghese. I nuovi uffici constano di circa 900 postazioni e diverse tipologie di spazi, distribuiti su 9 piani fuori terra (compreso il piano terreno) e 3 piani interrati per circa 18.000 mq di superficie.

 

Il progetto: forme, valori e materiali
Il concept del progetto è rappresentato dall’immagine dell’alveare, figura declinata in un duplice significato: un livello organizzativo, riferito all’idea di operosità, e un livello di riconoscibilità corporate, come rimando cromatico (giallo e nero) alla brand identity di EY. Le stesse geometrie degli spazi interni si rifanno alla metafora formale dell’arnia e dell’alveare: la geometria ben definita, ordinata e cartesiana dell’arnia organizza gli spazi operativi e le aree client ed executive, mentre le forme più libere, biologiche e irregolari dell’alveare configurano le aree speciali, la reception, le break e l’innovation area.

Su questa matrice si sono sviluppate le relazioni tra i valori aziendali trasmessi – tecnologia, integrazione, collaborazione, sostenibilità, dinamismo – e le soluzioni materiche adottate. Così la tecnologia si esprime nelle trasparenze del vetro, l’integrazione nell’intreccio dei materiali tessili, la forza collaborativa nella tenacia dell’acciaio, la sostenibilità negli elementi naturali, il dinamismo nel respiro di un materiale vivo come il legno. Mentre le funzioni interne sono organizzate come un insieme di celle ideali che formano nuclei a se stanti (aree silent, aree green ecc.), con un’altissima differenziazione tipologica degli ambienti e delle postazioni e con la massima libertà di posizionamento delle persone.

 

Space planning e Interior design
Sviluppata su 9 piani fuori terra, la nuova sede EY di Roma ha pianta rettangolare con una corte quadrata centrale e due nuclei simmetrici di circolazione verticale e servizi ai lati della corte. Forma dell’edificio e suo adattamento alla domanda organizzativa hanno fornito le indicazioni e le linee guida per la pianificazione degli spazi interni, ma anche la posizione e l’orientamento dello stabile rispetto al contesto urbano sono stati determinanti per alcune scelte.

Il piano terra (con 25 postazioni di lavoro e 80 posti meeting) comprende tre funzioni primarie: dall’ingresso principale, la Reception con waiting area adiacente, l’area Recruiting e, passando attraverso un’ampia caffetteria, l’area Training (con postazioni di training informale). A ridosso dell’ingresso secondario sono invece collocate le funzioni complementari con i servizi di facility, It, ufficio posta/cancelleria, print room, montacarichi dedicato, calibrando così lo spazio sulle diverse tipologie e portate dei flussi intorno al baricentro del patio interno. Questo, rinnovato nella pavimentazione, è riconfigurato come un anfiteatro all’aperto a gradoni in comunicazione con una grande caffetteria interna.

Dal primo al sesto piano si sviluppano le aree di lavoro con alcune posizioni costanti per garantire chiarezza distributiva su tutti i livelli (con la parziale eccezione del primo piano, sul quale incidono le due doppie altezze sulla Reception principale e sull’ingresso secondario).

A ogni livello ricorrono: hub di piano di fronte agli sbarchi ascensori, archivi a ridosso del patio centrale, meeting room sulle testate e intorno al patio, hub più informali a metà dei lati lunghi dell’edificio, delimitati da tende acustiche, a spezzare la sequenza di postazioni open space con tipologie touchdown (dai grandi bench alti di lavoro), chat sofa, just in time, booths. In ogni caso le postazioni open sono sempre limitate a un massimo di 2 o 3 cluster affiancati. Due zone speciali sono caratterizzate da scrivanie mobili a coda di rondine (soluzione presente anche nella sede di Milano) e da un grande arredo circolare su misura con postazioni perimetrali (denominata “Garden”).

La prossimità con Villa Borghese è stata poi determinante per valorizzare alcune funzioni più conviviali, in generale tutte le aree di “respiro” e in particolare le break area (tematizzate sul well-being, con acqua a disposizione “plastic free”, palestra diffusa con attrezzi Technogym ecc.), collocandole in favore dell’affaccio privilegiato sul parco, a nord dell’edificio. In totale, i piani operativi contano 921 workstation e 403 posti meeting, oltre a 23 postazioni collaborative.

Materiali e arredi identificano le diverse tipologie di spazio. La Reception è caratterizzata da un nuovo bancone in legno su misura affiancato da un grande videowall a parete, pavimenti in piastrelle di ampio formato in grès effetto pietra e soffitti placcati in cartongesso bianco. La Cafeteria è un ampio ambiente dall’atmosfera calda che, in comunicazione con il patio centrale, ne condivide alcuni aspetti naturali: come il grès effetto legno a pavimento e un grande bancone a isola; per contrasto, i soffitti hanno impianti a vista e Celenit grigio chiaro.

Nelle Aree lavoro, la moquette in due tonalità, grigio scuro e grigio chiaro, distingue le sale meeting dalle aree delle postazioni open, e così i controsoffitti (rispettivamente lastre e doghe in cartongesso forato); mentre gli Hub si distinguono per il pavimento in grès effetto legno e per arredi su misura come i gazebo su disegno che delimitano spazi più raccolti di relazione.

 

SPECIAL FLOORS
Per destinazione funzionale e qualità dello spazio, gli ultimi due piani hanno caratteristiche speciali.

Il settimo piano, diviso tra le aree Client e Innovation (EY wavespace), più di tutti riassume il concept formale dell’alveare. Dotato di ingresso dedicato al piano, tra il nucleo scale-ascensori e le aree lavorative è mediato da una forma irregolare e smussata con pareti in lamiera stirata esagonale che definisce uno spazio di transizione, un elemento intermedio che distribuisce alle diverse aree funzionali. Queste sono servite da una circolazione a zig-zag, identificata a pavimento da un disegno morbido e sfalsato rispetto ai volumi chiusi delle sale riunioni (168 posti meeting) che ne spezza la sequenza e crea zone di respiro dedicate alle breakout (rivolte a nord verso Villa Borghese).

Anche qui i materiali sottolineano le diverse parti dello spazio, identificando le meeting room e facendo dialogare pavimenti e soffitti con accoppiamenti di finiture diverse: pvc effetto pietra e controsoffitto metallico sulla circolazione, pvc effetto legno e cartongesso a fori circolari sugli spazi di lavoro (Topakustik bianco nelle sale meeting), grafiche ad hoc sulle superfici verticali vetrate. L’ottavo piano, infine, chiude lo stacking plan alla sommità dell’edificio con un volume completamente vetrato, arretrato dal filo dell’immobile, dove trovano posto, divisi dal patio centrale, una board room per 18 persone con lounge collegata e un grande bar con buvette, il tutto circondato da un’ampia terrazza panoramica lungo il perimetro dell’edificio.

 

Integrare architettura e brand identity
Se DEGW si è occupata del processo progettuale della nuova sede EY di Roma e della sua supervisione in fase di realizzazione, particolare attenzione è stata anche dedicata alla grafica interna a cura di FUD, brand del Gruppo Lombardini22 dedicato alla comunicazione e al physical branding.

Un progetto di brandizzazione degli spazi che si sviluppa, da una parte, in continuità con la sede milanese – per esempio in elementi come le pellicole di natura astratta che dosano le trasparenze e le identità sulle pareti vetrate dei diversi ambienti o nell’esplicitazione dei valori EY attraverso la ricorrenza di frasi mirate e “better question” nei punti strategici di sosta e di passaggio – mentre, a un altro livello, diventa contestuale, elaborando nuovi contenuti tematizzati sulla città di Roma in modo non stereotipato: un racconto dei suoi aspetti meno consumati, materiali e culturali, come il verde,

la street art, le zone insolite e nascoste, in qualche modo alternative a una narrazione convenzionale della capitale. Un progetto che integra la piena e immediata riconoscibilità istituzionale di un brand globale e il senso di freschezza e novità dato dal piacere inatteso della scoperta.

“Lavorare con EY è sempre un’esperienza di grande crescita professionale” – afferma Alessandro Adamo, Direttore DEGW e Partner Lombardini22 – “dopo i progetti milanesi che ci hanno visti impegnati insieme con successo, la nuova sede di Roma ne è un’ulteriore conferma. Questo progetto è l’esempio tangibile di come si può armonizzare il rigore richiesto da un brand globale e ben strutturato come EY e la sperimentazione di nuovi contenuti progettuali. Il concept sviluppato insieme esprime bene come l’architettura possa accompagnare salti organizzativi davvero notevoli, abilitati dai processi di digitalizzazione, per una piena libertà e flessibilità d’uso dello spazio nel tempo. Ma esprime anche valori di ricerca su temi oggi di frontiera, come le neuroscienze, che qui abbiamo applicato all’area EY wavespace, la parte più innovativa e sperimentale di tutto il progetto. Un progetto unico, esperenziale dove le persone creano relazioni e emozioni”.

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Crediti Progetto
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